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Teste rasate download ITA 1993 (TORRENT) Poster

Teste rasate download ITA 1993 (TORRENT)

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Trama:

Marco (Gianmarco Tognazzi) è un giovane ventiduenne nullafacente proveniente dalla malfamata periferia Sud di Roma. Un giorno, su un autobus, assiste ad un episodio in cui uno zingaro ubriaco infastidisce alcune donne. A salvarle interviene uno skinhead del quartiere: Saverio (Giulio Base) detto il Fuhrer che, incurante del coltello che il malvivente brandisce, pesta a sangue il nomade, mettendolo in fuga.
Attratto dal suo modo di fare e dal carattere spavaldo, Marco lo segue nella sede degli skin, i quali all’inizio lo respingono, ma successivamente lo accetteranno nel gruppo, provocandone l’allontanamento dai suoi precedenti amici, per entrare definitivamente in un gruppo di skinheads nazisti. Nel contempo i suoi ex-amici lo persuadono a non frequentare gente così razzista, che picchia in maniera indiscriminata chi non è come loro. Alla discussione, partecipa anche un gioielliere ebreo, il quale gli spiega che il nazismo ha portato solo morte e distruzione, ma ormai Marco è attratto dagli ideali “gerarchici” e razzisti, che si allontana da tutti. Alcune sere più tardi decide di danneggiare un’oreficeria gestita dallo stesso ebreo di cui sopra, per farsi accettare dagli skinheads. Dopo l’atto vandalico, comincia a partecipare a spedizioni punitive verso immigrati neri, di religione ebraica anche se allo stesso tempo ha come ragazza la bella Zaira, la colf somala assunta per i lavori domestici dalla vicina di casa, che nasconde dai suoi nuovi amici.
Gli atti di violenza continuano, anche se in alcuni atti particolarmente crudeli (il taglio della lingua di uno spacciatore di colore o il bruciarne vivo un altro) ha dei momenti di pentimento. Inoltre viene anche persuaso dalla madre Roberta (Franca Bettoja) a lasciare quella vita di falsi ideali, il tutto senza successo. Una sera decide di tornare nell’oreficieria gestita dall’ebreo (in cui precedentemente aveva compito un atto vandalico) per orinarci, ma verrà scoperto dal proprietario. L’ebreo inizierà a raccontargli che si era salvato da un campo di sterminio, perché molti nazisti, aldilà dell’aspetto gerarchico virile, erano omosessuali, e si era prostituito con uno di essi per aver salva la vita. All’arrivo della Polizia Italiana, l’orefice deciderà quindi di non denunciarlo, sorprendedo Marco stesso.
Un giorno, Marco viene a sapere che i suoi amici stanno raccogliendo denaro da destinare ai fratelli europei (la fratellanza), ma i soldi non sono ancora sufficienti. Nel tentativo di arrivare alla cifra necessaria, il giovane cerca di truffare la compagna, ma quando questa scopre l’inganno, tra i due scoppia un violento litigio durante il quale, involontariamente, la ragazza accoltella l’amante, che, guardatosi allo specchio dopo averle preso i soldi, quasi non si riconosce più nel ragazzo che è diventato. Ma è proprio mentre, forse pentito, torna da lei, che avviene l’accoltellamento. A questo punto Marco reagisce tornando sui suoi passi.
Marco, allora, corre come un pazzo da quelli che crede i suoi nuovi amici per portare loro il denaro ed essere finalmente accettato dal gruppo ma, appena giunto nel covo, si accascia mortalmente ferito, e gli skinheads, invece di aiutare il loro amico, afferrano i soldi e si dileguano scappando, lasciando Marco morire da solo.
Il film finisce con la scena dei funerali di Marco dove era presente anche l’orefice ebreo, in cui i nazisti che lo hanno tradito intervengono urlando slogan di fronte ai familiari esterrefatti del ragazzo, sottolineando la loro vigliaccheria. Essi sfruttano la sua morte per farsi propaganda e nuovi proseliti, come i due giovanissimi del finale che restano affascinati dal gruppo.